Le nostre cene al contrario

Quando ho iniziato a svezzare i miei figli, ho notato quanto fosse naturale per loro mangiare ciò che si trovavano nel piatto, secondo le regole classiche dello svezzamento , che io ho seguito. I cibi erano semplici, conditi, al più, con un filo di olio crudo e di parmigiano. Eppure, non reclamavano sale, salse o condimenti di vario genere e specie. Certo: non li conoscevano! È così ho iniziato a riflettere sul potere dell’abitudine, che regola le nostre vite, nel bene e nel male, più di quanto non pensiamo. Avete mai fatto caso a quanto ci disturbi cambiare il nostro posto a tavola?! È qualcosa di piuttosto banale, tuttavia fatichiamo a sovvertire il nostro piccolo ordine costituito.

Così, ho cominciato a pensare a come avrei potuto, con il passare del tempo, conservare loro l’abitudine a mangiare verdura e cibi non salati, specie dopo che avessero scoperto la pasta.

Ricordo che, d’un tratto, mi venne in mente quando, in occasione di un’uscita scout, ci fecero consumare il pasto al contrario. Ero una bambina e la cosa fu divertente, ma rimase un’eccezione.

Quindi mi sono detta: perché non trasformare in regola questa eccezione?

Da allora, terminato lo svezzamento, ho sempre somministrato ai miei figli il pasto partendo da ciò che di solito è un contorno: la verdura. A seguire il secondo e per ultimo il primo.

L’articolo titola: le nostre cene al contrario, perché, tra la scuola materna e i rientri alle elementari, la famiglia si riunisce per cena e anche perché, a mio avviso, all’ ora di pranzo, con buona parte della giornata ancora da trascorrere, il primo può giocare un ruolo maggiore. Per cena, invece, a mia opinione, i carboidrati (del tipo pasta) andrebbero pressoché eliminati, visto il poco tempo che resta per il loro smaltimento, prima di andare a letto. Infatti, i carboidrati con alto indice glicemico creano nel nostro corpo un circolo vizioso che non ci sazia e non ci dà energia, bensì ci affama e ci affatica (ma non complichiamo troppo il discorso).

Dopo anni di adozione di questo regime alimentare, posso dire che i miei figli, ancora oggi, si siedono a tavola affamati, spazzolando letteralmente tutta la verdura che trovano nel piatto al posto del primo, poi continuano a saziarsi con pesce, carne, uova o latticini, a seconda delle serate e, se rimane ancora un buchino (visto che praticano parecchio sport), un piccolo pugnetto di pastina nel brodo.

Non amo gli integralismi, in linea generale, quindi gli permetto di mangiarsi una pizza, se usciamo a cena con amici o, addirittura, qualche schifezza (patatine e similari) alle feste di compleanno o in altre occasioni conviviali. Ma questa, sì, è l’eccezione, che non riesce a superare la cara, rassicurante vecchia abitudine: la cena al contrario! Rigorosamente insipida.

Se posso dare un piccolo consiglio (che a me, al tempo, non ha dato nessuno), suggerirei di abituare i propri figli alla verdura cruda. Infatti, le vitamine in essa contenute diminuiscono notevolmente con la cottura. Noi siamo dei divoratori di verdure per lo più cotte, ahimè! Non posso certo lamentarmi, ma si può fare meglio, giocando d’anticipo e con l’aiuto di un buon consiglio.