Quante persone rinunciano all’attività fisica per mancanza di tempo!

Mano alzata anche per la sottoscritta.

Il mio sport di elezione è la danza, che ho praticato, si può dire, per tutta la vita. La danza, però, richiede tempo e costanza e, soprattutto, richiede la frequentazione di corsi che si svolgono in orari e giorni determinati.

Con l’arrivo dei figli, ho appeso le scarpette al chiodo, già sufficientemente impegnata dalla mia professione (che, ahimè, non prevede maternità e allattamento) e dalla cura dei miei bimbi.

Allora ho provato con il nuoto, che, con un investimento temporale di 45 minuti, in pausa pranzo, mi consentiva di esercitare tutto il corpo, con un buon rapporto costo (1 ora e un quarto in tutto con doccia e cambio) beneficio.

Ben presto, però, ho dovuto abbandonare anche quella soluzione, perché il lavoro aumentava e anche la (ex) pausa pranzo doveva essere impiegata per lavorare, se volevo continuare ad occuparmi dei bambini qualche pomeriggio a settimana.

Ho tentato, quindi, con la corsa: 6.15 del mattino, doccia, accompagnamento figli a scuola e via al lavoro! 

Una vera agonia. 

Stimo profondamente i mattinieri, le ore del mattino hanno davvero l’oro in bocca, ma, per il mio bioritmo da civetta, hanno il piombo sulle spalle, più che altro. Invece che cominciare la giornata energizzata dalla corsa mattutina, la pativo come una tortura medievale. Così, accanto alle scarpe da punta, ho appeso anche quelle da corsa.

Dovevo trovare un’attività da infilare in un momento di libertà, in orario elastico, con durata altrettanto elastica e che non mi costringesse ad uscire di casa. 

Lo Yoga.

La tecnica mi era stata insegnata anni prima dalla scuola di danza (che, con giusta ragione, ci imponeva una sessione di yoga a settimana per allungare i nostri muscoli).

A differenza di allora, oggi internet offre tutorial per ogni cosa (giuro che esiste il tutorial “come tagliare una mela”), anche per lo yoga.

E così, qualche sera, dopo avere messo a letto i bambini, digito lascimmiayoga (la mia preferita) e, a seconda dell’allenamento che voglio fare, scelgo una pratica.

Questa disciplina è più conosciuta di un tempo, ma c’è ancora parecchia confusione sul tema. Si associa spesso lo yoga alla sola

meditazione, trascurandone la parte dinamica e, soprattutto, ne sento parlare in termini di attività poco faticosa.

Non c’è nulla di più sbagliato! Lo yoga, se eseguito in modo corretto, è molto impegnativo, sollecita in maniera profonda tutti i muscoli e, quindi, è particolarmente tonificante.

Inoltre, a differenza della quasi totalità delle altre attività fisiche, ha il pregio di distendere ed allungare. Per cui, praticando yoga, non si avrà solo il risultato di rassodare il proprio corpo, ma anche di evitare l’ odioso “effetto fustino”, ovvero una muscolatura tozza e corta, che affligge parecchie corporature femminili.

Provare per credere! La scorsa primavera sono stata piuttosto assidua nei miei collegamenti a lascimmiayoga e questo mi ha regalato un’estate di braccia toniche a prova di “ciao con la manina” e, soprattutto, mi ha permesso di migliorare i problemi legati alle ore di lavoro in posizione seduta, specialmente  le contratture varie all’altezza del trapezio, che noi donne tendiamo ad irrigidire per milioni di motivi, tra cui lo stress.

Lo yoga, infatti, elasticizzando il fisico, ha anche una funzione preventiva, quella che mi consente di portare in casa 6 sacchi di spesa alla volta e i cestelli dell’acqua, oltre che a prendere in braccio i miei bimbi, poco mattinieri e impossibili da alzare dal letto la mattina! Prima di riprendere lo yoga, mi sono bloccata più volte con la schiena, dovendo ricorrere a lunghi cicli di punturoni (anche perché, si sa, una mamma può permettersi di stare a riposo dai 10 ai 15 minuti, poi comincia la mitragliata di richieste incessanti e incuranti del momentaneo stato fisico, che rimette in piedi quasi più dei punturoni! Infatti, alla domanda: “dove sono i vestiti?!” Cosa puoi fare? O indirizzi il richiedente verso il frigo e aspetti di vedere se li trova, o dai inizio ad un’invettiva che resterà inascoltata o comunque del tutto inutile, o ti alzi e lasci correre, onde evitare di procurarti un’ulcera gastrica).

Quindi, se il tempo scarseggia, se l’unica volta in cui avete visto il personal trainer è stato quando avete pagato l’iscrizione, se non potete seguire un corso di yoga o di qualsiasi sport, praticate yoga nella vostra casa!

9.30, i Bambini dormono beati, silenzio (questo sconosciuto!), estraggo il mio tappetino e inizio una pratica. 20 minuti di puro beneficio e mi resta ancora un po’ di tempo per me prima di dirigermi verso le braccia di Morfeo).

Quando si comincia a fare yoga, ci si domanda come si facesse a non praticarlo prima!