Autore: Roberto Perrone

Editore: Le Mezzelane Anno

Edizione: 2019

Ho letto questo libro perché conosco personalmente l’autore e la cornice in cui si svolge il romanzo. Cercherò, quindi, di astrarmi dai condizionamenti nel recensirlo.

Swim party si apre con il racconto di una festa in piscina (lo swim party, appunto), che segna la fine dei cinque anni di liceo del protagonista. Il romanzo è autobiografico e il

Narratore ripercorre, tramite flash back, il tempo delle superiori e lo fa analizzando, oltre agli episodi vissuti, soprattutto se stesso, con spiccato realismo ed autocritica. Lo fa abilmente, permettendo al lettore di guardare, in maniera alternata, il protagonista attraverso gli occhi con i quali lo stesso si vedeva, ad ormai venti anni di distanza, e quelli con i quali vede quel ragazzo oggi.

Una lettura che si beve, grazie al ritmo ben congeniato e che, a dispetto dell’apparente facilità dei contenuti, lascia qualche sentore amaro, alla fine del sorso, per le inevitabili riflessioni sul veloce scorrere del tempo e sulla certezza che taluni momenti non potranno tornare più. 

Nonostante le note malinconiche, terminato il libro, resta una gran voglia di conoscere come il nostro protagonista abbia affrontato la vita, chiusa la parentesi liceale; voglia che auspico l’autore appagherà con il prossimo romanzo.